Un anno impegnativo e pieno di novità importanti, contraddistinto da un’apertura ulteriore al territorio che si è concretizzata attraverso il servizio di Cure domiciliari, che si è affiancato alla RSA aperta; il progetto Cura Condivisa, che avrà ora una sua continuità nell’ambito di un nuovo progetto finanziato da Fondazione Cariplo; la nascita nel 2024 di “Erasmo service”, l’impresa sociale non profit controllata al 100% dalla Fondazione, che ha come attività la fornitura di servizi all’Ente e sul territorio, in particolare la gestione del bar-punto ristorazione Terzo Tempo Bistrò. Trova una sintesi in queste considerazioni il Bilancio sociale 2024 della Fondazione Sant’Erasmo, approvato lo scorso 11 giugno in occasione della riunione del Cda.
“Il bilancio sociale 2024 fotografa un anno di grande importanza per la nostra istituzione non profit – spiega il presidente della Fondazione, Alberto Fedeli, nell’introduzione al documento -, che è Ente del Terzo Settore, e testimonia lo sforzo fatto per coniugare il consolidamento della situazione economica, finanziaria e patrimoniale con l’avvio di un processo di espansione e sviluppo di nuovi servizi e di maggiore radicamento territoriale. I dati di rendiconto dell’ultimo bilancio confermano che questi obiettivi sono stati pienamente raggiunti. Il bilancio della RSA evidenzia un equilibrio sempre più solido, un risultato raggiunto conservando un valore delle rette di compartecipazione i costi al di sotto della media del territorio e, allo stesso tempo, una qualità del servizio elevata: per noi questo risultato è motivo di orgoglio e vogliamo non solo continuare a mantenere questo equilibrio, ma desideriamo impegnarci per migliorarlo anno dopo anno”.
Fedeli mette poi l’accento sull’apertura al territorio della Fondazione e dei suoi servizi, raggiunta “avviando il servizio di Cure domiciliari, che si affianca alla RSA aperta, grazie al quale abbiamo potuto potenziare la nostra presenza sul territorio legnanese, che vede già attivo il servizio pasti a domicilio per anziani, e importanti progetti realizzati in rete altri enti del terzo settore” e con “il progetto Cura Condivisa, che avrà una sua continuità nell’ambito di un nuovo progetto finanziato da Fondazione Cariplo e che prevede interventi rivolti agli anziani in condizione di povertà, anche relazionale”
Fondazione Sant’Erasmo partecipa inoltre alla coprogettazione di ATS del Piano sull’Invecchiamento attivo insieme a ASST Ovest Milanese, agli Ambiti di Piano di Zona, e a un nutrito gruppo di enti del terzo settore, coordinati dal Forum del Terzo Settore alto Milanese, del quale anche la Fondazione fa parte, con capofila l’AUSER Ticino Olona.
“In questa strategia di apertura al territorio, si colloca anche la nascita nel 2024 della “Erasmo service”, l’impresa sociale non profit controllata al 100% dalla Fondazione, che ha come attività la fornitura di servizi all’Ente e sul territorio, in particolare la gestione del bar-punto ristorazione Terzo Tempo Bistrò,che ha aperto le sue porte alla città a metà dicembre nello Spazio 27B del rione Canazza – aggiunge Fedeli -. La scelta di essere presenti, insieme a una cordata di altri enti del terzo settore e al Comune di Legnano, nella realizzazione di questo nuovo hub sociale nella ex RSA Accorsi, ora Spazio 27 B, è frutto di una strategia precisa della Fondazione che guarda al medio-lungo periodo, che punta ad aprire la Fondazione al territorio, con iniziative e servizi per la comunità. Nel caso del Bistrò Terzo Tempo, si è puntato a creare, con un’attività di ristoro, un’occasione di aggregazione, anche in favore degli anziani ma non solo. Le sinergie create e che si creeranno con gli altri servizi ospitati nello Spazio 27 B (biblioteca comunale, Spazio Incontro, housing sociale, ospitalità dei corsi con housing studentesco di ITS Incom e dei ragazzi del Rugby Parabiago, spazio conferenze) nonché il servizio per il quartiere, rendono la presenza del bar-bistrò preziosa e utile alle finalità sociali perseguite, e lo si è fatto creando un’impresa sociale che istituzionalmente occupa una parte del personale con disabilità e fragilità, quindi puntando a obiettivi sociali sin dalla sua organizzazione”.